Malattia

L’insorgenza di una malattia ha quasi sempre radici profonde.

Ognuno di noi ha la predisposizione a sviluppare problemi in un determinato apparato o organo e questo spesso è legato ad un insieme di fattori che derivano dal nostro vissuto e da quello dei nostri genitori, e aggiungerei, dei nostri avi in generale.

A tal proposito, le cellule posseggono una “memoria”, e i messaggi in codice che modificano l’espressione del nostro DNA, attraverso fenomeni epigenetici, si tramandano, attraverso le cellule riproduttive ai figli, e poi ai nipoti e così via. Non stupisce, quindi, come ascoltandoci e facendosi ascoltare da figure competenti sia possibile individuare la causa profonda di certe “predisposizioni” e porvi rimedio, o quantomeno fare tutto ciò che è in nostro potere per ridurne al minimo i sintomi e il dolore che tali stati ci procura.

È possibile, accettando il problema e comprendendone le ragioni, conviverci nel migliore dei modi. La medicina integrata cerca di fare questo: integrare la medicina convenzionale con tecniche e discipline, molte delle quali antichissime, volte al benessere dell’individuo nella sua totalità.

In realtà, i medici di un tempo, sprovvisti di attrezzi ultramoderni, analisi di laboratorio ultrasofisticate e medicinali d’avanguardia, altro non facevano che ascoltare i corpi dei malati, usando per lo più piante medicinali per curarli o facendo loro bere o mangiare particolari sostanze ritenute efficaci per risolvere determinate patologie.

Oggi è tutto molto diverso, i sintomi di molti malesseri sono simili, si sta male e spesso, si hanno pluripatologie, si ricorre a plurispecialisti, si frammenta il corpo, si ricorre alla diagnosi differenziale…si va ad esclusione. Tanto si esclude che si arriva a inventarne di nuove. E poi non si capisce più se sono di nuova insorgenza o semplicemente se sono sconosciute, se non si sa come chiamarle o se ancora, sono “rare”. Rare, oltre il danno la beffa.

E qui tutto diventa complicatissimo. Un vortice di opinioni, consulenze, medicine, indagini strumentali, tentativi e di nuove altre consulenze sempre più lontano, sempre più in alto nella scala gerarchica, da chi ne sa di più. O almeno noi crediamo che ne sappia di più.

Di più di chi? Di noi che cerchiamo aiuto? Che cerchiamo Un ancora di salvezza? Una spiegazione? Una risposta? Un sollievo? Aiuto. Questo è quello che non troviamo. Qualcuno che ci aiuti. Perché una spiegazione a tutto non c’è o non c’è se dobbiamo farla rientrare dentro degli schemi poco flessibili, dentro dei parametri infiocchettati da asterischi che compaiono e scompaiono ma che i realtà ci dicono poco. Poco perché noi siamo coloro i quali possiamo fornire i veri strumenti per farci aiutare. Le nostre storie, le storie dei nostri familiari, i nostri tormenti, il nostro habitat, la nostra routine. È li che va cercata la risposta. Non soltanto in un farmaco o dentro un titolo conseguito con il massimo dei voti che di noi non sa niente e pretende di non sapere niente.

5 pensieri riguardo “Malattia

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